Linguaglossa

 

 

 

 

Il Comune

 

Il parco dell'Etna

 

La Chiesa Madre

 

Proloco

 

Linguaglossa si trova sul versante nord-est dell'Etna. È uno dei comuni del Parco dell'Etna e il suo territorio si estende fino alla sommità del vulcano, comprendendo anche la vasta Pineta Ragabo. Il centro abitato si trova a 550 metri s.l.m., lungo la statale SS120. Dal centro si diparte la strada "Mareneve" che porta verso la Pineta Ragabo e verso le stazioni sciistiche a Piano Provenzana a 1800m d'altezza. Da Linguaglossa passa anche la Ferrovia Circumetnea. Dista 41 km da Catania e 54 da Messina. Ill nome "Linguaglossa" può trarre in inganno perché sembrerebbe la ripetizione della stessa parola "lingua" in latino ed in greco. In realtà il nome d'origine è "Linguagrossa", come è stato scritto sul palazzo comunale (Linguagrossa Civitas Dilecta Integra); del resto, gli abitanti in dialetto si chiamano "linguarussisi" e il paese "Linguarossa": "rossa" in siciliano vuol dire 'grossa'. Le origini di quest'ultimo nome non sono certe: potrebbe derivare dalla forma di lingua della vallata in cui sorge il paese; oppure dalle sette lingue di lava sulle quali, seconda la tradizione, il paese è stato costruito. La leggenda vuole, invece, che qui abitasse un fabbro ferraio (secondo altri era un fondacaio) molto ciarlone, soprannominato perciò "Mastru Lingua-rossa".

L'economia di Linguaglossa è stata storicamente legata alla produzione di vino, alla coltivazione delle nocciole, e allo sfruttamento della Pineta Ragabo per il legno e per la resina gommosa. Anticamente anche la neve che d'inverno si accumula sull'Etna era fonte di guadagno: veniva conservata, schiacciandola, fino all'estate, e veniva rivenduta ai bar di Catania per la preparazione delle granite. La neve, inoltre, era conservata per le necessità mediche. Oggi molte attività sono legate al turismo: escursioni al cratere, sport invernali, soggiorni in pineta, affittacamere, etc.

La festa del santo patrono, Sant'Egidio Abate, ricorre il 1° settembre, ed è solitamente preceduta e seguita da manifestazioni folkloristiche e culturali.  San Rocco, per il quale esiste una fervida devozione, viene festeggiato per l'intera settimana intorno alla sua ricorrenza (16 agosto). In questa occasione vengono svolti giochi tradizionali, quali la "corsa nei sacchi" e la "scassata dei catùsi" (con una pertica si devono rompere 'vasi in terraccotta', con sorprese, appesi in alto). Una grande vendita all'asta di oggetti donati da devoti dà la possibilità di raccogliere fondi per la festa.

 

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